Corfù

Il primo approccio con Corfù non fu dei più felici, stanco dalle navigazioni, per arrivarci fui "costretto" ad una sosta all ancora, a nord dell' isola, per una febbre, un po' dovuta al sole e un po' alla stanchezza.

Una volta riposato e con l'equipaggio in trepidazione per scendere a terra, ci fermammo nel porto vecchio, ormeggio gratuito in centro alla città ma con un forte cattivo odore di fognatura.

Aspettando i nuovi ospiti colsi l'occasione della bassa manodopera per riparare alcune cose che si ruppero strada facendo..

L'accoglienza dei greci, la bellezza del posto e la facilità con cui fare amicizie mi convinse a rimanere più del previsto impostando le crociere con rientro fissato nel nostro consueto posto e le nostre ormai mangiate in compagnia dei simpatici amici della taverna Cafè Yari. Ebbi modo di approfondire un' isola che non vive solo di turismo, forse meta frettolosa dei charter che preferiscono le spiagge caraibiche di paxos e antipaxos, trovate invece più "fredde" e molto più specchietto per le allodole per i turisti nautici.

Insomma un' isola dove vale la pena fermarsi, visitarla anche all' interno e non solo nei classici luoghi turistici. Il porticciolo Mandraki ad esempio è uno dei porti più belli che ricordo.

Il nord dell' isola offre una serie di approdi in mezzo a boschi con pontili gratuiti gestiti da taverne dove si mangia con poco e davvero bene.

Dal castello di Angelokastro, uno dei più imponenti resti architettonici nelle isole Ionie, si gode di una vista magnifica su tutta l'isola.

Vidos è una piccola isola davanti alla città di Corfù, raggiungibile in tender oppure con 2€ in traghetto, è un posto incantevole dove fare un bagno, una passeggiata tra i boschi oppure una sosta nell' unica taverna con vista su Corfù.

A Petriti, porticciolo peschereccio, a sud dell' isola, si può ballare all' aperto musica greca in una delle tante taverne sulla spiaggia, godendo di un turismo dovuto solamente alle poche barche che vi sostano. F.B.

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